Stava finendo febbraio, era il 2004. Per me.
Febbraio credo fosse proprio il mese giusto per me. Il mese più corto o quello più sfortunato negli anni bisestili. Un mese instabile. Così la parola, fissata per la prima volta sui fogli dopo anni di mutismo ostinato, è nata instabile e mancante, ha imparato ad avanzare sempre zoppicando. Però è una parola che mi ha salvata e che ho salvato con tutte le mie forze dalle mie smanie distruttive. Una parola che resiste. Che ha saputo evolversi in questi anni, restando precaria. Quando le parole si zittiscono mi sento orfana, abbandonata, disperata, provo a scucirmi lembi di pelle per vedere se sono nascoste li sotto, se posso aiutarle in qualche modo ad uscire. A volte non accade niente, anche invocate loro non arrivano. forse non sono ancora riuscita a far loro capire chi comanda. Sono in balia delle parole, non la loro balia.
Posted on Sunday, 25 July 2010
Stava finendo gennaio, era il 2004. Hanno bussato una notte e io ho guardato dallo spioncino, le ho viste, ho fatto finta di non essere in casa. Erano parole pallide e rachitiche, con gli occhi ciechi di quegli animali che non hanno mai visto il sole. Una volta entrate non ho potuto fare a meno di cercare di curarle sdraiandole su un foglio, nel modo in cui avevo imparato rifugiandomi per anni nei miei mondi di carta.
Non se ne sono più andate.
Notes