per quel tuo cherry blossom girl, che ho letto prima che tu lo tagliassi fuori dalla cornice delle tue pagine gialle, pagine che sono fogli senza rilegatura, fogli che si possono sfilare senza lasciare traccia, in un gioco di addizioni e sottrazioni che non danno resto.
mi ripeterò, con parole diverse. A volte vivo la forza di una sensazione sconvolgente, quella di aver avuto un’infanzia simile alla tua, guardo nel tuo specchio di episodi-momenti e vedo la me stessa bambina. Anche per me c’era una bicicletta, ma non c’erano cestini di ciliegie. C’era una bicicletta senza freni, ed io sempre avvisata, sempre mezza salvata affrontavo il pericolo. Per quello che posso scrivo. Come contadina che vanga e rinvanga, un fazzoletto di terreno ora arido ora fertile, sempre lo stesso, coltivazione a rotazione triennale. Nella terra in cui non metto radici, trovo le mie radici.