Ho sempre saputo distinguermi anche nell’ombra, ho sempre evitato i cerotti e il cerone e questo è il modo in cui apro i cassetti degli altri – neanche, finisce od inizia che li aprono loro, mi dicono: guarda.
Mi regalo perché regalarmi mi piace, e se come me sei cresciuto sospetto della gratuità delle cose, delle stringhe attaccate, fai male; se mi leggi prima di mettermi in fondo una firma non trovi postille invisibili e quello che vedi è quello che ottieni – se confondi il mio troppo e il tuo non abbastanza hai perduto: ti lascio tentare altre volte, ti lascio tentare finché non ti sbatto la porta.
Non ho mai saputo distinguere il giusto dal poco – hai cercato di farmi imparare che nel contentarmi soltanto avrei finalmente provato il godere, ma a contentarmi ho finito per fingere orgasmo e piacere.
È il troppo che voglio, e lo voglio con tutta l’intensità di cui sono capace. Non riesco a darmi un pezzo alla volta o a spogliarmi sfilandomi gli abiti via con lentezza e con sensualità; so solo strapparli di dosso a me stessa, e l’unica cosa che resta nascosta, e quella soltanto, se mai vuoi provarla a trovare mi devi frugare nel fondo, armarti di santa pazienza e di eccessi ancora più santi.
È in questo che credo: nell’esuberanza di intenti, nell’esondazione di istinti – da qualche parte io so che ci sei e non ti cerco, aspetto stavolta di essere invece cercata e trovata, mi intreccio le braccia alla schiena per vincere la tentazione di alzarle, agitarle, gridarti le svolte da fare e le scorciatoie attraverso le quali potresti arrivarmi; la luce di queste parole sarà la cometa, sei saggio abbastanza per smettere il basso e guardarmi nel cielo? Mi segui – prometto di restare ferma – di solito so che finisco per correre dietro a farfalle, automobili, foglie portate dal vento – lo stesso dal quale mi lascio portare – lo stesso dal quale mi sono lasciata portare finché la stanchezza non mi ha impantanato le gambe nel posto in cui sono e ti aspetto, nel posto in cui attendoti in silenzioso rispetto, nel posto in cui l’unica cosa che cerco – rimettermi a punto l’assetto.
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Notes