L’albergo a Toscolano di Chiara Reali
ed io a lato scrivo:
Io ci lavoro con gli anziani, con i nonni. C’è Rachele di cent’anni ed Angela che semplicemente fra noi chiamiamo “lacentodue”. C’è Natalina che cerca sempre di fuggire per tornare a casa, c’è Maria che non mangia quasi niente, nemmeno uno yogurt perché ha paura del cucchiaino che ci sta immerso dentro ed ha terrore della “signora” che la sgrida se non mangia, però s’ostina, lei non mangia, solo a volte, docile, da me si lascia imboccare e ad ogni cucchiaino mi dice “Amen”.
C’è che loro lo sanno che finiranno in Via Rimembranze, curioso, lì sorge il cimitero del paese. Loro lo sanno, eppure restano aggrappati alla vita oppure si aggrappano ai miei orecchini che luccicano. Erano gazze ladre in una vita precedente, specie la Camilla. Loro si aggrappano al mio braccio, alle mie mani, alle mie parole. Ed in questo travaso di vita io invecchio e loro sembrano un poco ringiovanire, arriveranno al giorno della morte rimpiccioliti.